Chi è il logopedista
Il logopedista è un professionista sanitario laureato (laurea triennale in Logopedia, classe L/SNT2 delle Professioni Sanitarie), iscritto all'albo professionale TSRM-PSTRP (Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione). Per esercitare deve essere abilitato dallo Stato e registrato.
Per legge, si occupa di "prevenzione, educazione e riabilitazione dei disturbi del linguaggio e della comunicazione, della voce e della deglutizione, in età evolutiva, adulta e geriatrica."
Non solo la R: tutto quello che tratta il logopedista
Nell'età evolutiva (bambini e adolescenti)
- Ritardi e disturbi del linguaggio: comprensione, produzione, articolazione, morfosintassi
- Disturbi della fluenza: balbuzie o cluttering (parlata troppo veloce e disorganizzata)
- Disturbi specifici dell'apprendimento (DSA): dislessia, disortografia, disgrafia, discalculia
- Disturbi della voce
- Disturbi dello spettro autistico: comunicazione verbale e non verbale, comunicazione aumentativa alternativa (CAA)
- Sindromi genetiche e disabilità intellettive: Down, X fragile, ecc.
- Squilibrio muscolare oro-facciale: deglutizione disfunzionale, abitudini viziate (succhiamento del pollice, respirazione orale)
- Sordità e ipoacusia: in collaborazione con audiologo e otorino
Nell'età adulta e geriatrica
- Afasia: disturbo del linguaggio acquisito dopo ictus o lesione cerebrale
- Disartria: difficoltà motorie del parlato legate a danni neurologici (Parkinson, SLA, sclerosi multipla)
- Disfagia: difficoltà di deglutizione di qualsiasi origine
- Disturbi della voce: disfonie professionali (insegnanti, cantanti), laringectomia, paralisi delle corde vocali
- Riabilitazione cognitiva: memoria, attenzione, funzioni esecutive dopo lesione cerebrale o in corso di demenza
- Squilibrio muscolare oro-facciale: bruxismo, malocclusioni in collaborazione con l'ortodontista
Quando rivolgersi al logopedista
I casi in cui vale la pena non aspettare:
- Tuo figlio non rispetta le tappe del linguaggio
- Noti regressione nel linguaggio (tuo figlio perde parole che aveva)
- Hai difficoltà a farti capire o senti la voce cambiata da più di 2 settimane
- Dopo un ictus o intervento, vuoi iniziare la riabilitazione del linguaggio o della deglutizione
- Il pediatra ha già sollevato dubbi ma la lista d'attesa del pubblico è troppo lunga
Quanto dura un percorso logopedico
Non esiste una risposta universale. Dipende dalla natura del problema, dall'età del paziente, dalla sua motivazione e dalla precocità dell'intervento. Alcune situazioni si risolvono in poche settimane; altre richiedono mesi o anni di lavoro. Il logopedista ti darà un quadro realistico dopo la valutazione iniziale.
Una cosa è certa: più si aspetta, più il percorso sarà lungo. La plasticità del cervello — cioè la capacità di riorganizzarsi — è massima nell'infanzia e diminuisce con l'età. Intervenire presto non è ansia da prestazione: è la scelta più efficace.
Come si svolge tipicamente una seduta
Una seduta logopedica dura in genere dai 45 ai 60 minuti. A seconda dell'età e del disturbo può includere attività strutturate, gioco guidato (nei bambini piccoli), esercizi pratici, compiti per casa e feedback al paziente e/o ai genitori. Non è una lezione scolastica: il logopedista adatta costantemente il metodo alla risposta della persona.